Chi Sono

Paolo Ufimaro - Psicologo

Non ho sempre saputo che avrei fatto lo psicologo. In realtà, il mio primo percorso universitario è stato in Fisica. Cercavo risposte sul funzionamento dell’universo, ma mi sentivo sempre più lontano da me stesso. Ogni giorno studiavo formule e modelli… ma dentro di me c’era un vuoto, una mancanza di senso. Stavo attraversando una crisi. Mi sentivo perso, disorientato, senza motivazione. È stato allora che un amico mi ha prestato un libro di Freud. Un gesto semplice, ma che ha cambiato la direzione della mia vita. Leggendo quelle pagine ho sentito qualcosa risvegliarsi: un desiderio profondo di comprendere l’animo umano, le emozioni, i meccanismi nascosti, le ferite, le possibilità di guarigione. Così ho iniziato a leggere sempre di più. Più leggevo, più sentivo che quello era il mio mondo: non il mondo delle equazioni, ma quello degli esseri umani, con le loro fragilità, le loro domande e la loro ricerca di senso. Eppure, a ben guardare, quella spinta verso l’interiorità era presente in me da molto prima. A 14 anni iniziai a praticare karate. E non mi appassionava solo la tecnica o la disciplina: ero affascinato dai testi che univano la pratica fisica con la mente e lo spirito. Già allora cercavo un equilibrio più profondo, qualcosa che unisse corpo, emozioni e pensiero. Cercavo armonia. Da allora, la mia formazione è stata intensa e ampia. Ho scelto l’approccio cognitivo- comportamentale, perché è concreto, efficace, scientificamente fondato. Ma ho sempre avuto uno sguardo attento anche verso le terapie esperienziali e spirituali, quelle che si pongono domande più grandi sul senso della vita e sull’equilibrio con essa.

Oggi sono uno psicoterapeuta e, nel mio lavoro, metto insieme tutto quello che ho vissuto, studiato, esplorato. Non ho mai voluto diventare uno psicologo che conosce bene la teoria ma poco le persone. Per me la psicologia è prima di tutto un incontro umano. Ogni persona che accompagno porta con sé un mondo, e ogni percorso che facciamo insieme mi ricorda qualcosa che ho affrontato anch’io: le paure, la solitudine, i blocchi, ma anche il coraggio di cambiare, la bellezza che può rinascere. In questo senso, il mio lavoro è anche un cammino personale. Ogni volta che accompagno qualcuno, ritrovo un pezzetto del mio stesso viaggio. Mi hanno ispirato tanti maestri, ma due in particolare sono stati fondamentali: Michel Hardy, figura spirituale che mi ha insegnato cosa significa armonizzarsi con la vita, e gli insegnanti dell’Istituto Watson, che mi hanno trasmesso un modo di fare psicologia con gioia, umanità e presenza autentica. Nel mio lavoro desidero che ogni persona non solo stia meglio, ma si senta fiera del percorso fatto, più autonoma, più consapevole, e – se lo desidera – con uno sguardo più ampio su di sé e sull’esistenza. Perché guarire non è solo togliere il dolore, è anche riscoprire chi sei, ritrovare la tua direzione, e tornare a sentire che la vita, anche con le sue sfide, può essere un luogo in cui stare con pienezza.

Paolo Ufimaro - Psicologo

Percorso accademico e formazione

Mi sono laureato in psicologia vecchio ordinamento nel 2003 Dal 1999 ho iniziato un percorso personale e spirituale attraverso l’Approccio Empirico di Michel Hardy che mi ha permesso di conoscere diverse tecniche esperienziali dalle Costellazioni Familiari alla meditazione, dal Tantra al Pensiero Positivo di Luise Hay, tecniche energetiche, danzaterapia… Nel 2024 mi sono specializzato in Terapia Cognitivo comportamentale all’Istituto Watson di Torino interessandomi specialmente alle terapia di terza generazione Come l’ACT, la schema Therapy, caratterizzate da un approccio mindfulness based, basato sulla meditazione Mindfulness. Durante tutti questi ambiti sono state numerose le occasioni di formazione sia in approcci tradizionali che in approcci innovativi. Tutto ciò mi permette di “dialogare” sia con persone più legate ad un approccio scientifico che persone più spirituali e alternative che spesso non riescono a riconoscersi nella psicologia tradizionale. Conoscere tutto l’arco dei metodi che hanno per oggetto l’uomo è stata una mia scelta dettata dalla curiosità e dalla decisione di avere una visione completa sul panorama della crescita personale, spirituale e terapeutica

Esperienze professionali

Le mie esperienze professionali sono legate a 3 ambiti specifici che porto avanti contemporaneamente perché sono tutti fonte di ispirazione e di crescita. Il primo ambito è il lavoro in studio Il secondo ambito riguarda i seminari esperienziali derivati dal percorso con l’Approccio Empirico Michel Hardy ma non solo, per il quale ho tenuto diversi seminari di crescita personale. Il terzo ambito riguarda il mio lavoro da formatore presso il Consorzio di Formazione Canavesana dove sono docente di Comunicazione Efficace agli allievi con contratto di apprendistato e sono docente di diversi corsi di negoziazione e comunicazione a tema sicurezza per RSPP ed RLS

I miei Valori

Cosa guida il mio lavoro

Efficacia ed efficienza terapeutica

Credo che ogni persona meriti un aiuto concreto, che porti a risultati reali e non si perda in giri infiniti. La mia priorità è che chi inizia un percorso con me possa ritrovare equilibrio, benessere e direzione in tempi giusti, rispettando ciò che è importante per lui. Non inseguiamo la perfezione, ma un cambiamento autentico e possibile, che riporti libertà e fiducia nel vivere.

Autenticità

Sono uno psicologo, sì — ma prima di tutto, sono una persona. Non mi nascondo dietro il ruolo, non recito un copione. Incontro chi ho davanti senza maschere, portando con me la verità delle mie esperienze e del mio sentire. Credo che la guarigione nasca da uno spazio reale, dove anche chi guida il processo si mostra umano, presente, vero.

Esperienza vissuta

Non accompagno con la sola teoria, ma con la memoria viva di ciò che ho attraversato e trasformato nel tempo. Questo mi permette di essere davvero accanto, con rispetto dei tempi profondi e delle fatiche reali. So cosa significa sentirsi smarriti, bloccati, in lotta… e proprio per questo posso offrire uno sguardo partecipe, empatico, concreto.

Presenza

In un mondo che spinge a correre, io creo uno spazio dove si può rallentare e finalmente respirare. La presenza per me è una cura sottile ma potentissima: significa esserci davvero, con ascolto, attenzione e silenzio quando serve. È in questo spazio che spesso avviene il cambiamento: quando qualcuno si sente visto, sentito, accolto.

Libertà interiore

Non posso togliere la vita alla vita. Ma posso aiutare chi soffre a ritrovare dentro di sé uno spazio libero, dove il dolore non comanda più. Un luogo da cui scegliere, non per obbligo o paura, ma per amore. Per me questa è la vera guarigione: diventare capaci di vivere con consapevolezza e dignità, anche quando la strada è in salita.

Fiducia nella natura umana

Anche nei momenti più bui, dentro ognuno di noi resta viva una scintilla che vuole guarire, crescere, tornare alla vita. Il mio compito non è accendere quella fiamma, ma aiutarla a riemergere. Credo nella forza della psiche, nella capacità dell’anima di rigenerarsi, e nella bellezza che può nascere proprio là dove ci sembrava impossibile.

Spiritualità integrata

Per me spiritualità non è religione, ma un sentire profondo che connette. È l’esperienza che la vita ha un senso, che c’è un’armonia più grande di cui facciamo parte. In terapia non separo la mente dal cuore, né la scienza dalla dimensione umana e interiore. Quando una persona sente di poter tornare in relazione con la vita — anche con le sue prove — qualcosa cambia in modo profondo e duraturo

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